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Monthly Archives: June 2012


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‫ کمپین حمایت از وکیل مبارز،خانم نسرین ستوده .این کمپین هم زمان در کشورهای نروژ، ایتالیا و سویس برگزار میشود. دوستان دیگری نیز ازکشورهای دیگر، آمادگی خود را برای پیوستن به این کمپین اعلام کرده اند. 30-06-2012‬

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Posted by on June 30, 2012 in Uncategorized

 

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ISLAMIC REPUBLIC INTERNATIONALIZES CRACKDOWN ON DISSENT Reporters Without Borde…

ISLAMIC REPUBLIC INTERNATIONALIZES CRACKDOWN ON DISSENT

Reporters Without Borders firmly condemns the practice of detaining the relatives of foreign-based netizens as hostages and harassing the families of journalists who work for foreign media. It also deplores the fact that around 10 bloggers and netizens have been arrested since 21 May in Tehran, Mashhad, Hamadan and other cities for “insulting Islam.”


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REPORTER SENZA FRONTIERE: "LA REPUBBLICA ISLAMICA ESPORTA ALL'ESTERO LA REPRESSIONE DEL DISSENSO"

http://www.iranhr.it/reporter-senza-frontiere-la-repubblica-islamica-esporta-allestero-la-repressione-del-dissenso/

Reporter senza frontiere condanna con fermezza la pratica di trattenere come ostaggi i parenti di attivisti online residenti all’estero e di perseguitare le famiglie dei giornalisti che lavorano per media stranieri. L’organizzazione deplora anche il fatto che circa 10 blogger e internauti siano stati arrestati a partire dal 21 maggio a Teheran, Mashhad, Hamadan e in altre città con l’accusa di “offese all’Islam.”

La Cyber-polizia di Hamadan ha detto che il responsabile di una pagina di social network “che offendeva l’Islam e gli imam sciiti” è stato rintracciato e arrestato il 25 giugno. Reporter senza frontiere non è ancora in grado di confermare con esattezza il numero e l’identità di coloro che sono stati arrestati con accuse simili nei giorni scorsi.

Kaleme, un sito web che sostiene i riformisti in Iran, riporta: “L’ondata di arresti di attivisti online in Iran è cominciata alla fine di maggio. Molte delle vittime sono studenti. Funzionari della sicurezza stanno facendo pressioni sulle loro famiglie perché non dicano nulla e non si mettano in contatto con i media.”

Stando alle informazioni ottenute da Reporter senza frontiere, il Centro per la sorveglianza del crimine organizzato, un’agenzia creata dalla Guardia rivoluzionaria, ha avuto un ruolo attivo nell’identificazione e nell’arresto di questi attivisti online. I detenuti sono attualmente rinchiusi nella prigione di Evin a Teheran, dove sono stati collocati in celle di isolamento nella sezione 240 (sotto il controllo della Guardia rivoluzionaria) o nella sezione 209 (sotto il controllo del Ministero della sicurezza).

Yashar Khameneh, uno studente iraniano che risiede in Europa, ha scritto nel suo blog il 26 giugno: “Mio padre, Abbas Khameneh, è stato un ostaggio del Ministero della sicurezza nelle 5 settimane scorse. Nessuna accusa è stata mossa contro di lui, e non è stato autorizzato a parlare con un avvocato o a ricevere visite. E’ stato arrestato perché è mio padre.

Pochi giorni dopo il suo arresto, lo hanno minacciato di metterlo a morte se io non avessi inviato un video in cui dicevo di essere dispiaciuto per quello che avevo scritto. Io l’ho fatto, ma loro ancora non hanno rilasciato mio padre e ora stanno chiedendo tutte le informazioni possibili sul mio indirizzo email e sui miei account Facebook, nonché la chiusura della pagina ‘Campagna internazionale per l’Iman Naghi’ [una pagina Facebook satirica sul decimo dei 12 imam sciiti] e il mio ritorno in Iran.”

Non è questa la prima volta che il regime ha minacciato le famiglie dei giornalisti residenti all’estero o ha usato forme di intimidazione come strumento per imporre la sua legge sui media. Steven W.Korn, direttore di Radio Free Europe / Radio Liberty (con sede a Praga), e Arman Mostofi, direttore di Radio Farda (la sezione in lingua persiana di Radio Free Europe), hanno raccontato il 12 giugno che le minacce contro le famiglie dei giornalisti residenti all’estero di Radio Farda si sono intensificate nel corso dell’ultimo anno.

Peter Horrocks, direttore delle news internazionali della BBC, ha raccontato nello scorso mese di ottobre che i parenti di iraniani che lavorano a Londra per il canale televisivo BBC Persian sono stati perseguitati dalle autorità iraniane in seguito alla trasmissione di un documentario sulla Guida suprema dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei. Horrocks ha detto che i familiari sono stati convocati per interrogatori, i loro passaporti sono stati confiscati e ad alcuni è stato proibito di lasciare il paese.

Una giornalista che lavorava per la BBC Persian Television ha persino dovuto acconsentire ad essere interrogata via Internet dopo che la sorella era stata arrestata dal ministero della sicurezza.

“Immersa nella corruzione e nella tirannia, la teocrazia iraniana chiude la porta alla libertà di opinione e di espressione manipolando la religione e usando ripetutamente l’accusa di ‘offesa all’Islam’ con lo scopo di reprimere qualsiasi dibattito,” ha detto Reporter senza frontiere.

“L’organizzazione è profondamente scioccata per i metodi bassi e subdoli che il regime usa per mettere pressione sui suoi critici nei media e online, sia in Iran che all’estero. Coloro che sono stati costretti a rifugiarsi all’estero per sfuggire alla repressione indiscriminata della Repubblica islamica non si trovano al sicuro neppure quando trovano rifugio in paesi che rispettano la liberà di espressione.”

“La comunità internazionale deve reagire,” ha aggiunto Reporter senza frontiere. “Esortiamo l’Alto commissario per i diritti umani delle Nazioni unite Navi Pillay a condannare come crimine commesso dallo stato iraniano questi veri e propri sequestri di persona e questa persecuzione dei parenti di dissidenti”.

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REPORTERS WITHOUT BORDERS: ISLAMIC REPUBLIC INTERNATIONALIZES CRACKDOWN ON DISSENT

http://en.rsf.org/iran-islamic-republic-internationalizes-28-06-2012,42912.html

Reporters Without Borders firmly condemns the practice of detaining the relatives of foreign-based netizens as hostages and harassing the families of journalists who work for foreign media. It also deplores the fact that around 10 bloggers and netizens have been arrested since 21 May in Tehran, Mashhad, Hamadan and other cities for “insulting Islam.”

Cyber-police in Hamadan said the editor of a social network page “insulting Islam and the Shiite imams” was tracked down and arrested on 25 June. Reporters Without Borders is not yet able to confirm the exact number and identity of all those who have been arrested on similar charges in the past few days.

Kalameh, a website that supports Iran’s reformists, reports: “The wave of arrests of netizens in Iran began at the end of May. Most of the victims are students. Intelligence officers are pressuring their families to say nothing and to not get in touch with the media.”

According to the information obtained by Reporters Without Borders, the Organized Crime Surveillance Centre, an agency created by the Revolutionary Guards, has played an active role in identifying and arresting the netizens. Those arrested are currently being held in Tehran’s Evin prison, where they have been placed in isolation cells in Section 240 (controlled by the Revolutionary Guards) or in Section 209 (controlled by the intelligence ministry).

Yashar Khameneh, an Iranian student based in Europe, wrote in his blog on 26 June: “My father, Abbas Khameneh, has been a hostage of the intelligence ministry for the past five weeks. No charge has been brought against him, and he has not been allowed to speak to a lawyer or receive visits. He was arrested because he is my father.

“A few days after his arrest, they threatened to execute him if I did not send them a video in which I said I was sorry for what I had written. I did this, but they still have not released my father and now they are demanding all the information about my email and Facebook accounts, closure of the ‘International Campaign for Imam Naghi’ [a satirical Facebook page about the tenth of the 12 Shiite Imams] and my return to Iran.”

This is not the first time that the regime has threatened the families of journalists based abroad or has used intimidation as a way of imposing its law on the media. Steven W. Korn, the head of Prague-based Radio Free Europe / Radio Liberty, and Arman Mostofi, the head of Radio Farda (Radio Free Europe’s Persian section), reported on 12 June that threats to the families of foreign-based journalists working for Radio Farda have intensified in the past year.

Peter Horrocks, the head of global news at the BBC, reported last October that relatives of Iranians who work in London for BBC Persian Television had been harassed by the Iranian authorities following the broadcast of a documentary about the Supreme Leader, Ayatollah Ali Khamenei. He said they were summoned for questioning, passports were confiscated and some were banned from leaving the country.

A woman journalist employed by BBC Persian Television even had to agree to be interrogated via an Internet connection after her sister was arrested by the intelligence ministry.

“Steeped in corruption and tyranny, Iran’s theocracy is closing the door on freedom of opinion and expression by manipulating religion and by repeatedly using the charge of ‘insulting Islam’ in order to suppress any debate,” Reporters Without Borders said.

The organization is deeply shocked by the low and underhand methods that the regime uses to put pressure on its critics in the media and online, both in Iran and abroad. Those who are forced to flee abroad to escape the Islamic Republic’s indiscriminate repression are not safe even when they find refuge in countries that respect freedom of expression.

“The international community must react,” Reporters Without Borders added. “We urge United Nations High Commissioner for Human Rights Navi Pillay to condemn these arbitrary abductions and this harassment of the relatives of dissidents as crimes by the Iranian state.”

 
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Posted by on June 30, 2012 in Uncategorized

 

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Today is the 40th anniversary of the US Supreme Court briefly stopping execution…

Today is the 40th anniversary of the US Supreme Court briefly stopping executions. USA Researcher Rob Freer looks back at that ruling and the use of death penalty by the US today.


Pause for thought – 40 years since the US Supreme Court briefly stopped executions | Blogs | Amnesty
www2.amnesty.org.uk
Today is the 40th anniversary of the US Supreme Court briefly stopping executions. USA Researcher Rob Freer looks back at that ruling and the use of death penalty by the US today.

 
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Posted by on June 29, 2012 in Uncategorized

 

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Freedom House is deeply concerned for the wellbeing of wrongfully imprisoned Ira…

Freedom House is deeply concerned for the wellbeing of wrongfully imprisoned Iranian journalist Bahman Ahmadi Amouee who was abruptly and unjustly transferred into especially dangerous prison conditions. Freedom House calls for his immediate release or, at a minimum, his return to Evin Prison in Tehran.


Jailed Iranian Journalist's “Exile” to Rajai Shahr Prison Raises Serious Concerns | Freedom House
http://www.freedomhouse.org
Freedom House is deeply concerned for the wellbeing of wrongfully imprisoned Iranian journalist Bahman Ahmadi Amouee who was abruptly and unjustly transferred into especially dangerous prison conditions. Freedom House calls for his immediate release or, at a minimum, his return to Evin Prison in Teh…

 
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Free Jailed Mothers Now!

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A report on Wednesday’s #SaveNarges Tweet Storm.

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#SaveNarges
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Narges Mohammadi, the deputy head of Iran’s Defenders of Human Rights Center (founded by Shirin Ebadi), is serving an illegal sentence in Zanjan prison. Her health is in danger. She wrote a letter to Tehran's revolutionary court prosecutor detailing her situation: http://persianbanoo.wordpress.com/

 
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